31 marzo 2022

Ansia
Stress

Come combattere l'ansia e lo stress

Almeno una volta nella vita, la maggior parte delle persone ha dovuto affrontare grandi periodi di ansia e/o stress.

Infatti, è stato ampiamente dimostrato che i disturbi di ansia (ansia sociale, ansia generalizzata, attacchi di panico e così via) sono tra i disturbi più diffusi al mondo. In particolare, in seguito alla pandemia, gli adolescenti risultano essere la parte della popolazione più colpita da questa patologia.

Tuttavia, anche una grande percentuale di adulti, purtroppo, soffre di stati di ansia. Ciò è dovuto principalmente al fatto che viviamo in una società competitiva, incentrata sull’apparire (avere un bel lavoro con un alto stipendio, avere una bella casa, una bella macchina, andare ad eventi esclusivi, avere famiglie perfette e così via).

Soffire di disturbo d'ansia e/o stress cronico ha, inoltre, effetti negativi sul benessere psicofisico, nelle relazioni affettive e sociali e nel rendimento professionale.

Se sei interessato/a a comprendere meglio cos’è l’ansia, quali sono i disturbi di ansia e come uscirne, sei nel posto giusto!

 

Cos'è l'ansia

L’ansia è uno stato emotivo che nasce in seguito ad una situazione di paura eccessiva rispetto alla reale condizione.

Qualsiasi situazione può scatenare uno stato di ansia. Tuttavia, è importante tenere a mente che nel momento in cui questi stati ansiosi si presentano con una certa regolarità, la qualità della vita (sia a livello fisico che mentale) può essere compromessa.

Inoltre, gli stati di ansia possono venire all’improvviso (come nel caso degli attacchi di panico) oppure essere graduali e dunque, durare diversi minuti, ore o giorni.

 

Come riconoscere se si è ansiosi: i sintomi

I sintomi di chi soffre di disturbo d’ansia cambiano da soggetto a soggetto, in quanto l’ansia è percepita in modo diverso da ognuno di noi.

Tuttavia, è possibile suddividerli in quattro tipologie differenti:

  • Sintomi fisici: mal di testa, mal di stomaco e crampi intestinali, insonnia, stanchezza, mal di schiena, tensione muscolare, tachicardia e palpitazioni, sudorazione, problemi sessuali;
  • Sintomi comportamentali: assunzione di alcol, difficoltà di concentrazione e a portare a termine i compiti, alimentazione compulsiva;
  • Sintomi emozionali: rabbia, infelicità, nervosismo, agitazione, tendenza al pianto;
  • Sintomi cognitivi: distrazione, difficoltà a prendere decisioni, perdita di concentrazione e così via.

Tra i bambini e gli anziani, i sintomi che compaiono più frequentemente sono quelli fisici, e dunque, mal di stomaco, malessere generale, mal di testa e così via. Il discorso cambia per gli adolescenti, nei quali prevalgono oltre che i sintomi fisici, anche quelli comportamentali. Mentre, la categoria che manifesta tutti i quattro tipi di sintomatologia sono gli adulti.

Tuttavia, tali sintomi se circoscritti a situazioni specifiche, restano transitori; di conseguenza l’ansia, in questo caso, ha un effetto positivo.

Quando, però, gli stati di ansia e stress si verificano senza una reale motivazione e più frequentemente, vuol dire che siamo di fronte ad un disturbo d’ansia patologico.

 

Come sconfiggere l'ansia

Per cercare di sconfiggere i disturbi di ansia è prima di tutto necessario essere consapevoli delle emozioni che si stanno provando e dei propri pensieri, ma soprattutto fare attenzione ai segnali fisici che il nostro corpo ci manda.

Tuttavia, per ridurre la sintomatologia fisica, tra i metodi più utilizzati ci sono le tecniche di respirazione e di rilassamento, che permettono di abbassare i sintomi a livello fisico.

È molto importante anche adottare uno stile di vita sano, seguendo un’alimentazione equilibrata, praticando attività fisica in modo regolare e eliminando fumo e alcol.

 

Quali sono i tipi di ansia

Per quanto riguarda i disturbi di ansia, ce ne sono diversi. Tuttavia, tra quelli facilmente diagnosticabili ci sono:

  • disturbo ossessivo-compulsivo;
  • disturbo d’ansia generalizzata;
  • disturbo post-traumatico da stress;
  • ansia sociale e paura delle persone;
  • attacchi di panico;
  • fobie.

 

Cosa fare quando l'ansia provoca attacchi di panico

Molto spesso, i disturbi di ansia provocano attacchi di panico, ovvero sensazioni di spavento e terrore improvvise che bloccano il respiro e il corpo.

L’attacco di panico è una sensazione che si verifica in seguito a situazioni di stress prolungato. Tuttavia, si tratta di sensazioni di paura intensa per periodi brevi o improvvisi.

Gli attacchi di panico sono delle crisi acute accompagnate da sintomi quali: palpitazioni, confusione, paura, agitazione, tremori, vertigini, formicolio e difficoltà a respirare. Tali sintomi, solitamente, raggiungono il picco dopo 10 minuti. Si tratta di sensazioni che possono colpire in qualsiasi momento.

Intraprendere un percorso per ridurre gli attacchi di panico è molto importante. In caso contrario, se il disturbo non viene trattato, si rischia di avere effetti negativi sulla qualità della vita.

 

Cosa significa avere le fobie

Le fobie sono degli atteggiamenti di paura irrazionale nei confronti di situazioni specifiche, di animali o di oggetti. A differenza delle altre tipologie di disturbi di ansia, le fobie sono provocate da cause ben note.

Esistono vari tipi di fobie:

  • Fobia da aereo
  • Fobia da spazi chiusi (ad esempio prendere l’ascensore)
  • Fobia degli animali (ad esempio del cane, del gatto, degli insetti, dei ragni e così via);

 

Fobia sociale & Covid-19

Un’altra forma di fobia è quella sociale, che si manifesta nel momento in cui si è in pubblico a contatto con altre persone. Chi soffre di questo disturbo d’ansia, cerca spesso di evitare situazioni pubbliche e il contatto umano, in quanto accompagnati costantemente dal timore di essere sempre osservati.

Inoltre, si tratta di un disturbo particolarmente diffuso al giorno d’oggi, soprattutto in seguito alla pandemia da Covid-19 che ci ha costretto a rispettare le regole del distanziamento sociale. Ciò ha portato allo sviluppo di una sensazione di inadeguatezza nello stare in pubblico.

 

Ansia e depressione

Quando i disturbi di ansia persistono nel tempo e sono ricorrenti, possono essere talmente stressanti da causare la depressione.

La depressione si manifesta in diverse forme, ed è molto importante curarla in quanto modifica il modo di percepire il mondo e se stessi, i propri comportamenti e le proprie emozioni e sentimenti. Chi soffre di disturbo depressivo ha sempre l’umore a terra, si sente triste e senza speranza, spesso disinteressato alla vita.

Anche nel caso del disturbo ansioso depressivo, i sintomi sono simili a chi soffre di ansia, ovvero: stanchezza, difficoltà di concentrazione, malessere generale, scarsa energia, tendenza al pianto e così via.

Per guarire dalla depressione ansiosa è necessario intraprendere un percorso di terapia adeguato. Tale percorso andrà ad agire su entrambe le condizioni (disturbo di ansia e depressione), tale da ridurne i sintomi, anche spesso contemporaneamente.

donna seduta con le mani in testa ansiosa e con depressione

 

Che cos'è il disturbo d'ansia generalizzato

Il disturbo d’ansia generalizzato provoca sintomi che non sono legati ad una causa specifica (come nel caso delle fobie), ma sono generalizzati. Ciò vuol dire che tali sintomi, protratti nel tempo, tendono ad essere ricorrenti nella vita delle persone e ad essere presenti per tutta la giornata.

Si tratta, inoltre, di preoccupazioni che investono diversi ambiti di vita quotidiani, ad esempio: responsabilità per la famiglia, per il lavoro, per la casa e così via. Questi stati ricorrenti, inoltre, compromettono significativamente la vita dell’individuo, in ambito sociale, famigliare e lavorativo.

Tra i sintomi più frequenti:

  • costante affaticamento;
  • alterazione del sonno;
  • tensione muscolare;
  • eccessiva ansia;
  • irritabilità.

Chi soffre di questo disturbo, vive costantemente nella preoccupazione. Infatti, se una preoccupazione viene superata, se ne ripresenta subito un’altra su un ambito differente.

 

Come superare un disturbo ossessivo-compulsivo

Una delle cause dell’ansia è il disturbo ossessivo-compulsivo. Si tratta di pensieri, immagini o comportamenti ricorrenti, tali da diventare ossessioni e compulsioni.

È una delle patologie più invalidanti in quanto crea un forte disagio emotivo riducendo la qualità di vita di chi ne è affetto.

Aiutare una persona che soffre di questo disturbo non è facile. Occorre, prima di tutto, comprendere la natura dei sintomi, focalizzandosi sul fatto che chi li prova ne è intrappolata. In secondo luogo, è utile intraprendere una comunicazione quanto più empatica possibile, ascoltando le ansie e paure altrui.

Tuttavia, per uscire da questa condizione, non basta essere aiutati da amici o parenti. Ciò che conta per il paziente è affrontare un percorso terapeutico che si concluderà con la messa in atto di strategie utili per gestire le ossessioni o compulsioni, e di conseguenza, la propria quotidianità.

 

Disturbo post traumatico da stress

Il disturbo post traumatico da stress, come suggerisce la parola, è una patologia causata in seguito a eventi traumatici, sconvolgenti o violenti. Tra gli eventi più comuni vi sono i traumi in seguito ad aggressioni personali, guerre, incidenti, malattie gravi.

Si tratta, inoltre, di una forma di disagio mentale che può svilupparsi in persone di tutte le età. Spesso, tale patologia è accompagnata da altri disturbi, come attacchi di panico e fobia sociale.

Di solito, si riesce a superare lo shock da soli dopo un breve periodo di tempo. Tuttavia, quando il disturbo è prolungato per mesi, e interferisce con la vita quotidiana, è richiesto l’intervento di uno specialista.

 

Ansia e stress a confronto

È bene precisare che ansia e stress, seppur spesso correlati, sono degli stati differenti.

L’ansia viene definita un’emozione di base, spesso associata a sentimenti quali ansia e angoscia. Infatti, si tratta di una risposta fisiologica che nasce quando una situazione viene percepita dal soggetto come pericolosa.

Lo stress è uno stato psico-fisico provocato da situazioni esterne al nostro organismo. Le cause dello stress possono essere gravi (come l’elaborazione di un lutto), minori (per esempio, compiti da svolgere, le faccende domestiche, stanchezza generale), acuti (come un incidente) o cronici (come un ambiente di lavoro competitivo).

Inoltre, essendo due stati collegati tra di loro, spesso l’ansia è provocata dallo stress, considerato uno delle principali cause scatenanti.

Tuttavia, mentre lo stress è un fenomeno passeggero scatenato da determinate situazioni, l’ansia può perdurare nel tempo, e sfociare in veri e propri attacchi di panico.

 

Come riconoscere lo stress

Anche i sintomi dello stress sono soggettivi e variano da persona a persona. Tuttavia, i sintomi più comuni sono:

  • mal di testa, spesso talmente tanto forte da impedire di svolgere le normali attività quotidiane;
  • insonnia, i cui effetti si ripercuotono negativamente durante il giorno, provocando stanchezza e sonnolenza;
  • dolori muscolari, specialmente lungo la parte bassa della schiena e lungo i muscoli cervicali;
  • mal di stomaco e problemi di digestione, che solitamente causano gonfiore e inappetenza, ma possono portare anche nei casi più estremi a nausea e vomito;
  • pressione alta e battiti accelerati.

Una delle conseguenze più frequenti dello stress è il calo della libido, che a sua volta, si ripercuote sull’equilibrio della coppia.

 

Come ridurre lo stress

È possibile ridurre ed eliminare gradualmente lo stress, adottando diverse soluzioni. Come prima cosa occorre imparare ad affrontare le sfide che la vita ci pone davanti in maniera differente, tale da permetterci di ridurre i livelli di ansia.

Se stai vivendo un periodo di stress acuto, invece, potrebbe essere utile ricorrere alle tecniche di rilassamento. La meditazione, ad esempio, mediante esercizi di respirazione lenta e profonda, ti permette anche di ridurre le tensioni muscolari.

 

Che cos'è l'ansia da lavoro?

Molte persone provano ansia al lavoro, considerato come uno degli aspetti più difficili della vita in quanto coinvolge la nostra vita presente e futura.

I motivi per cui si soffre di ansia da lavoro sono vari, tra cui: gestione di progetti importanti, scadenze vicine, grandi quantità di lavoro, clima sociale teso, ricerca di un equilibrio lavoro e vita privata e tanti altri.

Saper gestire lo stress a lavoro è molto importante, in quanto chi soffre di disturbo d’ansia da lavoro può avere serie difficoltà a mantenere un lavoro. Questo perché i sintomi che ne conseguono, impediscono di concentrarsi e di dare il meglio di sé stessi.

 

donna seduta alla scrivania molto stressata per lavoro

 

Stress da lavoro correlato: perchè si sviluppa

Lo stress a lavoro può essere causato da diversi motivi. Tuttavia, molto spesso, è possibile che si soffre di altri disturbi di ansia e che il luogo di lavoro li stia aggravando.

Ciò che conta è cercare di ridurre lo stress lavorativo, in quanto questo ha effetti negativi anche sulla vita quotidiana e sulla salute fisica e mentale.

 

Come si può ridurre lo stress da lavoro?

Innanzitutto, per fare ciò è necessario capire quali sono i fattori scatenanti di tale condizione di stress e ansia. Ad esempio, se dovuti dai comportamenti scorretti dei colleghi, se dovuti dal carico di lavoro o dalla difficoltà di gestione della vita privata.

Ci sono diverse soluzioni per far si che l’ansia e lo stress da lavoro siano ridotti:

  • organizzare la lista di cose da fare e pensare agli obiettivi da raggiungere;
  • pianificare la giornata di lavoro, ti aiuterà ad aumentare il senso di controllo;
  • ritagliare sempre del tempo per se stessi;
  • fare esercizi di respirazione profonda prima di andare al lavoro. Ti permette di favorire il rilassamento mediante tecniche come yoga e meditazione;
  • adottare uno stile di vita sano e adeguato. Cerca di regolare il ritmo sonno-veglia e di fare attività fisica, ti aiuterà a distrarti;
  • condividere momenti di pausa con i colleghi.

 

Stress da lavoro e smart working

La pandemia da Covid-19 ha sconvolto le abitudini sociali e quotidiane di tutti, coinvolgendo anche quelle lavorative. Le aziende sono state costrette a chiudere e ad implementare lo smart working, il cosiddetto lavoro agile.

Abituarsi a lavorare da casa, non è stato facile. Siamo stati costretti a rimodificare e ritrovare l’equilibrio vita privata e lavoro. Tuttavia, uno dei vantaggi più grandi è quello di avere più tempo per la propria famiglia e per se stessi.

Ciò che più ha influenzato negativamente le persone è stata la mancanza di contatto sociale. Di conseguenza, il rischio di isolamento e di ansia sociale è aumentato ampiamente.

Infatti, le persone che hanno iniziato a lavorare da remoto, hanno segnalato il peggioramento delle relazioni di lavoro e dei contatti sociali.

Secondo uno studio svolto da Inail nel 2021, il 70% delle persone ha ammesso che lo smart working ha agevolato l’equilibrio tra sfera privata e lavorativa. Tuttavia, per altre è stato sinonimo di stress e ansia, tanto da favorire la cosiddetta sindrome di burnout.

 

Le conseguenze dello stress da lavoro: la sindrome di burnout

Il concetto di sindrome di burnout è originariamente associato alle professioni sanitarie a contatto con le persone, categoria identificata come la più esposta a fattori di stress.

Oggi, questo termine viene usato dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per indicare uno stato di esaurimento conseguente allo stress cronico.

Nel caso dello smart working, ciò avviene perché spesso la giornata lavorativa si allunga, aumentano le riunioni e la propria disponibilità anche fuori l’orario di lavoro.

 

Come capire se si soffre di sindrome di burnout da smart working

I sintomi più frequenti sono:

  • diminuzione dell’energia
  • riduzione delle proprie capacità professionali
  • sensazione di fallimento
  • senso di stanchezza ricorrente
  • insonnia
  • isolamento

Per combattere tale stato, è necessario trovare del tempo per sé stessi facendo yoga, una camminata all’aria aperta o attività sportiva.

Tuttavia, è importante ricordare che l’aiuto maggiore deriva sempre da parte di un professionista specializzato in materia.

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