12 maggio 2022

Solitudine

Cosa fare quando mi sento solo

"Si è un po’ soli nel deserto… si è soli anche fra gli uomini disse il serpente". Basterebbe questo semplice stralcio di un dialogo estrapolato dall’immortale capolavoro "Il Piccolo Principe" dello scrittore Antoine de Saint-Exupery per comprendere come il sentirsi soli e più in generale la solitudine siano concetti molto più complicati di quel che si potrebbe pensare.

L’uomo è un animale sociale, è così che il grande filosofo greco Aristotele definiva l’essere umano e sebbene l’affermazione fosse da intendersi nell’ottica di potere e sapere costituire una società di singoli individui in cui prosperare, è innegabile che vi fosse anche una componente prettamente soggettiva correlata con la capacità di entrare in contatto fisico, emotivo e mentale con un altro essere umano.

L’unica cosa certa è che diverse ricerche e studi compiuti negli anni hanno dimostrato come la solitudine nel suo senso più ampio sia un fenomeno capace di condizionare profondamente la vita di un individuo e di portarlo, laddove si prolungasse, anche in uno stato di profonda sofferenza psicologica.

 

Cosa si intende per solitudine?

Quante volte è capitato di sentire da amici e conoscenti la classica frase "è una persona alla quale piace stare da solo/a" magari riferendosi a un cugino dal carattere un po’ introverso o all’amico non molto loquace?

L’essere riservati o l’avere particolarmente a cuore la propria intimità possono essere condizioni tali da classificare una persona come solitaria o tendente a sentirsi sola pur non dimostrandolo apertamente? Dipende, perché se è vero che la solitudine se gestita nel modo corretto può diventare uno strumento preziosissimo grazie al quale trovare o ritrovare la propria chiarezza interiore, è altrettanto vero che se protratta nel tempo i suoi effetti possono essere tutt’altro che benevoli.

Si parla di solitudine interiore quando la solitudine inizia ad essere percepita soggettivamente. Si tratta essenzialmente di una condizione di prostrazione mentale nella quale si può anche essere circondanti da amici, parenti o affetti vari, ma per diverse ragioni non si riesce a percepire tale vicinanza e tutto ciò che ne deriva è un autentico calderone in cui sentimenti come senso di lontananza, isolamento, paura, odio, rammarico, disprezzo sono sempre più frequenti.

Non esiste sensazione peggiore che sentirsi soli nel bel mezzo di una folla apparentemente incapace di comprendere quello che si sente in fondo al cuore, anche perché con il protrarsi di tale stato persino le persone a noi più vicine finiscono per credere che l’isolamento sia una scelta consapevole da parte della persona e ciò il più delle volte provoca l’inevitabile rottura dei legami in essere.

Inoltre, il soggetto che sperimenta la solitudine prova un grande stato di sofferenza soprattutto perché il soggetto che la sperimenta nella maggior parte dei casi non riesce a comunicare in modo adeguato il proprio disagio e ciò alimenta un circolo vizioso negativo in grado di diventare persino un disturbo rilevante della sfera psichica.

 

Le cause della solitudine

Perché mi sento così solo? Si tratta di una domanda che bene o male ciascuno di noi si è posto almeno una volta nella vita; tuttavia, assume un’importanza ancora maggiore laddove a porsela sia una persona che da tempo sta sperimentando un profondo senso di solitudine interiore dalla quale non riesce a uscire.

Investigare le cause della solitudine può diventare un’impresa molto più difficoltosa di quel che si pensi poiché il più delle volte le variabili più accreditate possono fornire solo una linea guida sommaria sulla quale tuttavia va pesata anche l’individualità del soggetto. I fattori che possono portare alla solitudine sono:

  • il trasferimento in un nuovo ambiente di lavoro o in una nuova città;
  • la morte di una persona cara, poiché oltre al decesso fisico si registra nell’immediato anche quella perdita del fattore umano fatto di emozioni, conversazioni, risate, discussioni, confidenze, etc, che si è avuto durante l’arco di condivisione temporale in vita. Un soggetto particolarmente sensibile potrebbe risentire molto della scomparsa di una figura significativa della propria vita e laddove sia incapace di elaborare correttamente il lutto ecco che quella sorta di mancanza percepita ogni giorno diventa una morsa dalla quale districarsi è estremamente difficile;
  • la bassa autostima. Una persona con bassa autostima, ad esempio, può arrivare a considerarsi come non degna dell’attenzione e del rispetto altrui e ciò innesca un pericolo e infido circolo vizioso dal quale emergere a volte diventa impossibile senza l’aiuto di un professionista. Da non sottovalutare poi come i soggetti introversi e con bassa autostima proprio perché tali possono arrivare a nutrire nei confronti degli altri molta diffidenza, magari a causa di esperienze negative pregresse che ancora sono fonte di sofferenza, rabbia o rammarico nel presente.

Inoltre, molto spesso la solitudine porta alla depressione. Infatti, si tratta di una relazione molto ambigua in cui i vari rapporti forza raramente risultano in equilibrio e anzi sono proprio gli squilibri in un senso o nell’altro a incrementare quella sensazione di sentirsi sempre più soli ogni giorno che passa senza speranze di miglioramenti per il futuro.

Diversi studi del settore hanno accertato come l’isolamento sociale sia una delle manifestazioni sintomatologiche più evidenti della depressione e a sua volta quest’ultima è in grado di acuire la percezione della propria persona come entità priva di connessioni con il prossimo.

ragazza sola e triste seduta alla finestra

Come contrastare la solitudine

Sentirsi soli delle volte è qualcosa di assolutamente normale ed è un sentimento che rientra a tutti gli effetti nella vasta gamma di esperienze emotive che una persona può provare nel corso della vita.

Riscoprire la propria intimità interiore e dedicarsi del tempo per spezzare il ritmo imposto dagli impegni quotidiani sono attività che vanno coltivate per stabilire una più profonda sintonia con il proprio essere e diventare quindi persone migliori rispetto a quelle che si era ieri.

La solitudine che va contrastata è invece quella che si protrae nel tempo e che può rappresentare un viatico perfetto per l’insorgenza della depressione a causa del già citato circolo vizioso che può azionare. Non solo, è stato stimato come trascorrere molto tempo da soli produca gli stessi effetti sul corpo del fumare un quantitativo di 15 sigarette al giorno, senza poi considerare i nefasti esiti sulla psiche.

 

Cosa fare quando ci si sente soli

 

1. Sii consapevole della tua situazione

Attraversare dei periodi di isolamento è perfettamente normale e il fatto che tu ti senta più debole emotivamente e psichicamente non significa affatto che sei un perdente, significa solo che sei umano!

Cosa puoi fare allora? Cerca di definire ciò che senti dentro, acquista consapevolezza riguardo ciò che stai passando e, volendo, prova a trascrivere il tutto su un foglio e poi guarda quello che hai scritto: ogni singola parola trascritta è una parte di te e in quanto tale non devi mai rigettarla, ma imparare a conviverci.

 

2. Riscopri i vecchi legami

Se instaurare delle nuove relazioni per motivi di tempo, di opportunità, di voglia o di preferenza personale ti resta difficile, prova a riscoprire i vecchi legami.

Nell’immediato potresti notare come alcuni lati del suo carattere siano cambiati, però poi ti accorgeresti di come un legame profondo è in grado di sopravvivere a qualsiasi cosa, persino al trascorrere di diversi anni.

Non solo in questo modo avrai l’occasione di ricordare come la vostra amicizia si sia formata e fornirti quindi quella spinta emotiva necessaria per aprirti di nuovo alla vita.

 

3. Leggi un libro

Oltre a essere un innegabile piacere, la lettura può essere molto utile per contrastare il senso di solitudine quanto più si riuscirà a entrare in sinergia con le vicende narrate e la psicologia dei vari personaggi.

Certamente ti sarà capitato di essere così preso da un libro da non essere letteralmente in grado di fare una pausa, ecco quella stessa sensazione può essere sfruttata per individuare dei punti di contatto tra te, il lettore, e uno o più protagonisti del racconto o del romanzo che stai leggendo.

Immedesimarsi nei personaggi significa avere la certezza di come determinati comportamenti ed emozioni siano tratti tipici dell’essere umano in quanto tale con tutto ciò che ne consegue in termini di scoperta del tuo vero Io.

 

4. Iscriviti a un forum online

Internet, se usato in modo consono, può aprirti un universo sconfinato di possibilità tra le quali potrai senza alcun dubbio individuare quella a te più congeniale.

Su internet esiste un posto anche per te, un posto dove potrai confrontarti con persone che condividono le tue stesse passioni e magari, se sei fortunato, potrai addirittura trovare dei compagni di viaggio che ti accompagneranno per tutta la vita.

Dipende solo da te, l’unico sforzo che dovrai fare sarà quello di accendere il PC e una volta fatto lascia dietro di te tutte le paure e le sensazioni negative che ormai da troppo tempo ti stanno condizionando.

 

5. Trova un hobby

L’ideale sarebbe trovare un hobby o un’attività ricreativa che preveda una condivisione con altre persone, ma se non ti senti ancora pronto per compiere tale passo nulla ti vieta di dedicarti a passatempi meno affollati con i quali comunque riscoprire quel piacere perduto di fare qualcosa che si ama.

Sperimenta diverse cose sino a quando non trovi quella che più ti appassiona e più in grado di far vibrare la tua anima.

E col tempo, chissà, magari riuscirai a trovare anche un amico con il quale condividere le tue passioni! Nell’immediato è però fondamentale allontanare il più possibile ogni traccia di negatività che possa anche solo minimamente condizionare la tua quotidianità.

 

L’importanza di un aiuto professionale

Sfortunatamente non sempre si riesce a trovare la forza interiore per liberarsi dalle catene che ci tengono avvinghiati e per quanti sforzi si facciano ogni risultato è vano. Se si sta lottando con la solitudine e si ha l’impressione di star perdendo la propria battaglia personale, la scelta migliore che si possa fare è quella di rivolgersi a un aiuto professionale.

Confrontarsi con un professionista qualificato è un ottimo modo per fare chiarezza all’interno di sé stessi e per scoprire finalmente quale percorso intraprendere nella propria vita. Non solo, un terapeuta grazie alla sua competenza e alla sua professionalità può individuare con facilità le ragioni principali che provocano quel devastante senso di solitudine e offrire delle strategie personalizzate per affrontarlo al meglio.

Nel momento stesso in cui si decide di rivolgersi a un professionista della salute mentale si è appena fatto il primo passo verso la guarigione e sebbene inizialmente possa sembrare un percorso irto di ostacoli e pericoli, la gioia e la soddisfazione personale che si proveranno una volta giunti al traguardo saranno incommensurabili.

Qualunque professionista della salute mentale al quale si deciderà di rivolgersi potrà fornire tutti gli strumenti necessari per riappropriarsi di nuovo della propria esistenza e scoprire, anzi riscoprire, come la vita dopotutto sia un qualcosa di davvero meraviglioso e meriti di essere vissuta sino in fondo!

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